Mieli d'Italia

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HOME API AGRICOLTURA AMBIENTE Notizie - Agricoltura e ambiente
Contributi e notizie sull’ agricoltura e gli equilibri ambientali.

Le cause del declino inarrestabile delle api, spiegate in un video

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13 agosto 2015

beeUn bellissimo video realizzato in favore delle api da un team di designer tedesco.
Kurzgesagt (dal tedesco "in poche parole") è uno studio di design di Monaco di Baviera con una predilezione sul design e l'animazione nei campi dell'educazione, della scienza e del commercio.
Fondato nel 2013 da Philipp Dettmer & Stephan Rether, lo studio si impegna in progetti di design di informazione di tutti i tipi. Il team tedesco non poteva trascurare l’importanza delle api per l’ambiente e la loro fragilità di fronte a pesticidi e malattie: lo scorso 9 luglio hanno pubblicato un video nel loro canale di youtube che illustra alla perfezione la triste situazione delle api.

Philipp e Stephan hanno dichiarato ”dobbiamo aiutare i nostri piccoli amici ronzanti o ci troveremo ad affrontare conseguenze estremamente spiacevoli.”

Non possiamo che ringraziarli per aver colto e divulgato ciò che denunciamo da tempo, nel confuso nebbione mediatico sviluppato dalle multinazionali dell'agrochimica.

 

Quando l’America si ribella (dal basso): nascono le città senza pesticidi!

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30 aprile 2015

ape americaL’Agenzia federale americana EPA non autorizzerà più i nuovi preparati a base di neonicotinoidi perché ritenuti responsabili del declino degli insetti impollinatori e di una lunga serie di altre specie viventi.

Questa importante, seppur non risolutiva, decisione è nata grazie alle numerose evidenze scientifiche che da anni ormai denunciano la pericolosità di queste sostanze; tuttavia, una netta svolta alla vicenda, è avvenuta grazie ad iniziative locali. 

 

Lotta alla Xilella fastidiosa in Puglia. Una cura peggiore del male?

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aggiornato 18 aprile 2015

ulivi legge14Le Associazioni: Medici per l'Ambiente, Medicina Democratica Onlus e Pesticide Action Network esprimono la preoccupazione che il disseccamento degli olivi del Salento rischi di trasformarsi in un’autentica ecatombe ecologica con preoccupanti risvolti sanitari se si persisterà nella logica da “guerra totale” che anima il piano operativo messo a punto dal Commissario di Governo.

Le misure previste dal Piano elaborato dal Commissario Governativo potrebbero rivelarsi non solo inutili, ma addirittura controproducenti, con gravi ricadute sugli ecosistemi dell’areale e sulla salute dei residenti.
Tali misure comprendono, tra l’altro, l’eradicazione delle piante e trattamenti fitosanitari obbligatori con insetticidi - da effettuare a calendario anche coattivamente, ove necessario - per il controllo degli insetti vettori potenzialmente infettanti tanto nelle zone infette quanto nella zona cuscinetto e perfino nella zona con funzione di cordone fitosanitario.

 

Il Roundup uccide le erbacce? Non solo!...anche gli umani!

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aggiornato 29 marzo 2015

roundupIl pesticida più diffuso e usato al mondo in campo non solo agricolo ma anche civile (strade, ferrovie, massicciate, spazi pubblici, giardini, parchi ecc…), l’erbicida Roundup (a base di glifosato) del colosso agrochimico Monsanto, è stato inserito dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità - nella categoria delle sostanze potenzialmente cancerogene. 

La punta di diamante del bilancio della Monsanto, anche grazie allo sviluppo di sementi resistenti al glifosato, che rappresentano la gran parte delle sementi OGM utilizzate oggi, è quindi sempre di più sul banco degli indiziati.

 

Progetto Iphen: monitoraggio fioritura castagno

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16 giugno 2015

castagno

A partire dal 2015, anche il Castagno entra nell’elenco delle specie monitorate dal Progetto.

La campagna di monitoraggio di quest’anno sarà finalizzata alla sola raccolta di dati fenologici.

Successivamente, i dati, se in numero sufficiente, potranno essere utilizzati per la messa a punto del modello previsionale specifico e potremo, a partire dalle prossime campagne di monitoraggio, pubblicare anche per questa specie, carte fenologiche di analisi e previsione della fioritura. 

E' possibile vedere l'evolversi della fioritura nel bollettino settimanale IPHEN http://cma.entecra.it/upload/bollettino.pdf

Collaborare con il progetto è molto semplice, trovate qui tutte le informazioni.

 

Gli apicoltori al Parlamento Europeo: difendere impollinatori e ambiente!

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21 aprile 2015

Noa ParlamentoBee Life – Coordinamento Apistico Europeo consultato dal Parlamento Europeo, propone la difesa degli impollinatori e degli insetti fondamentali per la fertilità e la Natura. “Perché queste creature, pur essendo piccolissime, svolgono un ruolo centrale per garantire la vita dell’ecosistema ed il rinnovamento del ciclo alimentare”.

Tra queste, le api, “sono un barometro, un indicatore delle politiche ambientali e agricole”.

 

Il triste declino della farfalla monarca

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09 aprile 2015

monarcaLa farfalla migratrice Monarca (Danao plexippus) è probabilmente il lepidottero più famoso al mondo al punto che, nel suo paese nativo gli Stati Uniti, è stata nominata "insetto nazionale" nel 1989.
Nonostante la sua fama la popolazione di farfalla Monarca è diminuita drasticamente negli ultimi venti anni. Tante le cause associate al declino, tutte riconducibili all'agricoltura di stampo intensivo molto in voga nel suolo americano.

Fra le causee si evidenzia quale determinante: lo spargimento sistematico di insetticidi neonicotinoidi.

 

“Una rondine non fa primavera". Ma senza rondini, avremo quante altre… primavere?

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 20 marzo 2015

rondiniIl declino delle rondini in Europa negli ultimi anni è del 40%, e questo mentre molte altre specie di uccelli selvatici tipici degli ambienti agricoli italiani stanno anche peggio.

Il report 2014 Uccelli comuni in Italia di Lipu-BirdLife, del progetto Farmland Bird Index del ministero delle Politiche agricole, pubblicato nel sito Rete Rurale del Mipaaf,  accerta che su 28 specie tipiche dello Stivale: 14 sono in – inarrestabile?- calo (tra cui: passeri, allodola, calandrella, averla piccola, torcicollo, saltimpalo).

 "Le cause del calo delle rondini", spiega la Lipu, "sono da ricondurre, oltre che all'agricoltura intensiva e all'uso di prodotti chimici, alla forte riduzione (e modernizzazione) delle stalle nel principale sito riproduttivo italiano (la Pianura Padana), ai cambiamenti climatici, soprattutto nelle aree di svernamento in Africa, e al consumo di suolo, fattori che hanno enormemente ridotto la popolazione complessiva della specie sia in Italia sia in Europa".

Vedi La Repubblica

 


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