Mieli d'Italia

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
HOME MIELI E PRODOTTI DELLE API FAQ - Prodotti delle api

FAQ - Prodotti api

domande?...
le curiosità più comuni sul miele 

 
ape_cicciona1Il miele fa ingrassare?

Il miele è un alimento calorico (320 kcal ogni 100 g), quindi chi è a dieta deve fare attenzione alla quantità che ne utilizza. Il vantaggio del miele sta però nel suo elevato potere dolcificante, dovuto all'alto contenuto di fruttosio, che permette di zuccherare un alimento usando meno calorie rispetto a quelle che si utilizzerebbero dolcificando con lo zucchero.

 

Quando scade il miele?
Grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche (elevata acidità, alto tenore zuccherino, presenza di sostanze antibatteriche) che creano un ambiente ostile allo sviluppo dei batteri, il miele si conserva molto a lungo. Ad accelerarne l'invecchiamento sono le temperature elevate e la luce diretta. Si ha allora una progressiva degradazione degli zuccheri, un impoverimento degli aromi e un  inscurimento del colore. Bisogna però sottolineare che anche in questo caso il miele non diventa mai nocivo per la salute, pur perdendo le caratteristiche peculiari del prodotto fresco. È consigliabile comunque consumare il miele entro due anni dalla data di produzione. miele_si

 

È meglio usare il miele o lo zucchero?
Utilizzare il miele al posto dello zucchero presenta senza dubbio numerosi vantaggi. Primo di tutti l'apporto all'organismo di energia sotto forma di glucosio e fruttosio, zuccheri semplici che non richiedono alcun processo digestivo. Inoltre il fruttosio è uno zucchero che ha proprietà emollienti utili a livello della gola, dello stomaco e dell'intestino. È indispensabile inoltre per lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive che si accumulano nel fegato. Le proprietà antibatteriche, che spesso vengono decantate, più che per ingestione, sono utilizzabili a livello topico (ferite, ustioni).

 

E’ vero che ogni miele ha una diversa proprietà farmacologica, per esempio il miele di tarassaco fa bene al fegato, quello di eucalipto alle vie respiratorie?
Non esiste nessuna prova scientifica di queste affermazioni. Per rimanere all’interno di questo esempio, se la pianta di tarassaco (le sue radici) o quella di eucalipto (le sue foglie), hanno rispettivamente qualità depurative o balsamiche, questo non vuole dire che le abbia anche  il nettare dei loro fiori. Il miele è un ottimo alimento, tra i più sani, naturali e ricchi di effetti benefici, ma non una medicina

ape_siringa

E’ vero che è meglio non somministrare il miele ai bambini di meno di un anno?
La ragione per cui dai pediatri può essere suggerita questa precauzione è il pericolo che un batterio, il botulino, possa ssere presente nel miele. Il botulino può essere la causa di una malattia alimentare con esiti anche gravi, che però compleannocolpisce solo i bambini al di sotto di un anno di età. In un organismo adulto, o in un bambino che abbia acquisito la piena funzionalità digestiva (in genere dopo un anno), i succhi gastrici eliminano da soli il batterio. Il miele ha in genere caratteristiche fisico-chimiche che riescono a impedire lo sviluppo di batteri, eccetto per il botulino, che è particolarmente resistente. Il ritrovamento di spore del batterio nei mieli europei è in genere molto basso (riguarda un po’ di più gli Stati Uniti). Inoltre non sono noti in Europa casi di botulismo infantile dovuti proprio al miele, ma piuttosto ad alimenti come conserve di produzione artigianale non sterilizzate a fondo. Dunque, anche se il rischio è molto basso e riguarda solo una limitatissima fascia di individui che si possono alimentare di miele, non si può ignorarlo.


ape_dentifricio1Il miele favorisce la carie?
A una passione per il miele che porti ad alimentarsene abitualmente e frequentemente, è bene che si affianchi l’ abitudine a una buona igiene dei denti. Per la sua natura appiccicosa e per la presenza di  zuccheri semplici (glucosio),che creano un ambiente favorevole all’azione dei batteri e alla demineralizzazione del dente, il miele è ritenuto un fattore che può aiutare lo sviluppo della carie. Spesso viene citato un esempio in controtendenza, lo studio del dott. Peter Nolan dell’Università di Waitako (Nuova Zelanda) che mostrerebbe un’attività anticarie del miele. In questo caso si tratta però di un miele molto particolare, il miele di Manuka (un arbusto affine all’albero del The e tipico della Nuova Zelanda), dalle eccezionali e uniche proprietà antibatteriche e antisettiche.


 

E’ vero che, a scaldarlo, il miele perde le sue qualità?
Il miele è soprattutto una miscela naturale di zuccheri semplici. Altre sostanze nutrienti, come le vitamine, sono presenti in quantità davvero minima, per cui non ci sarebbe da preoccuparsi di questa eventuale perdita, che certamente avviene, ma non è determinante rispetto all’apporto nutritivo giornaliero di queste sostanze. Sciogliendo un cucchiaino di miele in un liquido caldo a una temperatura inferiore a 35-40 gradi, non se ne altera il potere nutritivo. A una temperatura superiore l’unica cosa significativa che può essere eventualmente alterata è la pienezza originaria delle qualità olfattive e gustative.


E vero che anche un diabetico può consumare miele?
Un diabetico, cioè chi ha problemi di metabolismo degli zuccheri, potrebbe inserire un modesto quantitativo di miele nella sua dieta solo su indicazione del medico specialista, che può tenere conto del diverso indice glicemico di diversi tipi di miele.

 

È’ meglio il miele liquido o cristallizzato?
La scelta tra miele liquido e cristallizzato è una questione di gusto personale. Occorre però sottolineare che solo alcuni mieli si mantengono liquidi a lungo (il miele di acacia, di castagno e di melata), mentre gli altri si presentano liquidi perché hanno subito un trattamento termico, che annulla completamente la cristallizzazione, ma deprezza la qualità del miele impoverendone le caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

miele_solido_miele_liquido


Che differenza c’è tra miele e nettare?
Il nettare è una secrezione del fiore, che l’ape raccoglie e trasforma in miele, togliendone molto del contenuto in acqua e aggiungendo degli enzimi che ne permettono la conservazione all’interno dei favi di cera dell’alveare.


È vero che se il miele è cristallizzato, vuole dire che  è stato dato dello zucchero alle api per produrlo?
No, non è vero. La tendenza a cristallizzare è un processo naturale che interessa quasi tutti i mieli. Gli unici che rimangono liquidi per molto tempo, fino a due anni dalla raccolta, sono il miele di acacia, di castagno e di melata. La differenza sta nella diversa composizione degli zuccheri naturali contenuti in un miele. Se prevale il fruttosio, il miele tende a rimanere liquido, se prevale il glucosio, tende piuttosto a cristallizzare.


E’ vero che ci sono apicoltori che somministrano zucchero alle api per produrre miele?

E’ possibile che un apicoltore debba somministrare dello zucchero alle api per evitare che muoiano di fame o per stimolarle. Questo però accade in periodi diversi da quelli del raccolto. In periodo di raccolto le api preferirebbero comunque il nettare dei fiori allo zucchero. La presenza eventuale di sciroppo zuccherino nel miele costituirebbe una vera e propria frode alimentare, facilmente individuabile da parte degli organismi di controllo, e nemmeno troppo conveniente per l’apicoltore.


vigileCome fa un apicoltore a produrre il miele di un solo tipo di fiore?
Occorre che le api si trovino, o vengano appositamente trasportate, su un’area sufficientemente vasta, dove una certa fioritura sia in quel momento dominante e abbia poche fioriture competitive. L’apicoltore deve anche riuscire a evitare che fioriture immediatamente precedenti o successive diverse facciano perdere al miele la purezza monofloreale. A questo scopo estrarrà dall’alveare solo il miele “sicuro”. Dovrà quindi essere in grado di riconoscere il colore, l’odore e l’aroma specifici di quel miele per distinguerlo da altri che potrebbero essere presenti nei melari. Dove non è possibile produrre un miele monofloreale per la concomitanza di fioriture, si produrrà un miele misto, ricco di sfumature ogni volta diverse e originali rispetto a ogni zona geografica, che viene chiamato “millefiori”.


Il miele di castagno ha un sapore molto amaro: è normale o diventa amaro quando è avariato?
Il gusto amaro è una caratteristica tipica del miele di castagno così come del miele di corbezzolo, nel quale è ancora più pronunciata.


Il miele di melata deriva dalle mele?
No, il miele di melata si ottiene da una secrezione zuccherina, detta melata, che le piante producono in seguito all'aggressione di insetti dell'ordine dei rincoti.

mela


Il miele di zafferano viene raccolto sui fiori dello zafferano?
In questo caso si dovrebbe parlare, piuttosto che di miele di zafferano, di miele allo zafferano o con zafferano, come dovrebbe indicare l’etichetta. In realtà il miele allo zafferano, come quello al peperoncino, al tartufo, alla frutta, alle gemme di pino mugo, agli olii essenziali, ecc. non sono mieli nel loro stato originario, ma aromatizzati o arricchiti con l’apporto di un elemento esterno.