Got 0 bytes response, method=default Response decode error  Contributi e notizie riguardanti la sanità degli allevamenti apistici
 

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Contributi e notizie riguardanti la sanità degli allevamenti apistici

Sull'importanza dei nidi piccoli

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31 marzo 2016

SeeleyLitLunch5 8 300x200Thomas Seeley, specialista di api e ricercatore alla Cornell University, ha recentemente pubblicato uno studio sulle colonie di api che sopravvivono allo stato selvatico nonostante Varroa destructor. Queste api non sono trattate con acaricidi per liberarle dalla pressione parassitaria. L'ipotesi formulata dal ricercatore americano è che la dimensione del nido abbia un impatto sull'infestazione delle colonie. In altri termini, più piccola è l'arnia, meno sarebbe infestata dall'acaro.

 

Un marker genetico della resistenza alla covata calcificata?

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31 marzo 2016

Ascosphaera apis Maasen ex Claussen L.S. Olive Spiltoir 1324048 ph. J. PettisRicercatori cinesi Liu et al. (2016) hanno scoperto una forte correlazione tra il carattere di resistenza delle larve all'Ascosphaera apis ed un polimorfismo genetico dato dalla sostituzione di un solo nucleotide.

 

Timolo: scoperti effetti collaterali a lungo termine

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11 marzo 2016

2000px Thymol2.svgUn recente studio francese evidenzia effetti il trattamento con timolo sul comportamento delle api che si protraggono per mesi.

 

USDA: le colonie con accesso al polline naturale hanno minori cariche di patogeni e migliore sopravvivenza invernale di quelle fornite con sostituti proteici

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29 febbraio 2016

256px Canola FlowerSu Apidologie di marzo 2016 è stato pubblicato un nuovo lavoro di ricercatori dell'USDA che conferma che il polline naturale è insostituibile come frazione proteica della dieta delle api e che la sua carenza provoca alterazioni dell'immunità e maggior suscettibilità ai patogeni.

 

USDA: forte reinfestazione dovuta alla deriva?

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25 febbraio 2016

2016 02 15 reinfestazioneUn ingegnoso studio americano aggiunge nuovi importanti elementi alla conoscenza del fenomeno cruciale della reinfestazione: ad un forte aumento delle varroe sulle bottinatrici sono correlati livelli di infestazione altrimenti inspiegabili. Si ipotizza un ruolo determinante della deriva.

 


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